Visualizzazione post con etichetta Vintage La moda che vive due volte 2007. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Vintage La moda che vive due volte 2007. Mostra tutti i post

venerdì 25 gennaio 2008

A&V: Emiliano Camporesi

Lighting designer, tecnico luci, realizzatore di scene: questo è nella vita Emiliano Camporesi. A partire dagli anni ’90, grazie a una formazione artistica e teatrale, il suo nominativo si è fatto strada negli ambienti sia delle mostre d’arte che del teatro.
Ma la grande passione di Emiliano è la fotografia. Il suo occhio attento ama far risaltare i particolari e così l’immagine che più rappresenta un modello diventa la finezza delle sue mani, l’essenza di un paesaggio è espressa dalla vela di una barca nella nebbia.
La stessa attenzione per i dettagli Camporesi l’ha utilizzata durante l’edizione 2006 della fiera “
VINTAGE! La moda che vive due volte” (Forlì): le persone e una passeggiata tra gli stand sono stati lo spunto per la nascita di nuove opere. Tra le oltre cento foto scattate, Emiliano ha scelto le più rappresentative per dare vita a un’installazione presente nell'edizione della fiera forlivese del 2007: uno storico della fiera raccontato da fotografie di diverse dimensioni, collocate in un allestimento moderno che va a contrapporsi con il vintage. D’annata e attuale, macro e micro, buio e luce.

Le fotografie di Emiliano offrono un nuovo punto di vista sul vintage. Ma hanno anche un'altra speciale caratteristica: possono essere considerate opere d'arte oppure utilizzate per campagne promozionali e di comunicazione. Suggerisco a tutti di contattare direttamente Emiliano e visionare i suoi lavori!

giovedì 11 ottobre 2007

Sotto sotto...

Voglio segnalare una mostra decisamente particolare, presente durante il salone vintage di Forlì.
Credo meriti di essere vista, soprattutto perchè reperire intimo vintage è molto difficile. Credo che meriti di essere vista anche per la simpatia degli organizzatori, disponibili a raccontare la storia di ogni singolo pezzo esposto, mentre ti offrono della crostata fatta in casa con marmellata di cocomero romagnolo.
“AL MUDÂN”.
BRAGHE ROMAGNOLE DALL’OTTOCENTO AL TANGA

Mostra a cura dell’Ecomuseo della Civiltà Palustre di Villanova di Bagnacavallo (RA).
Comunicato fornito dall'addetta stampa dell'Ecomuseo.

AL MUDAN è una curiosa mostra, curata dell’Ecomuseo della Civiltà Palustre di Villanova di Bagnacavallo, dedicata alla storia delle mutande dall’Ottocento ai giorni nostri.
Questo capo di biancheria intima affonda le proprie radici a migliaia di anni fa e si è evoluto in modelli quanto mai vari fino a oggi.
Iniziando la sua storia come perizoma, attraverso le tuniche romane e all’introduzione delle “brache”, simili ai calzoni, da parte dei barbari, sarà il Medioevo a coniare il termine “mutanda” in riferimento al fatto che questo indumento deve essere cambiato; non si tratta però dell’indumento che conosciamo noi oggi, ma di una camicia più o meno lunga e raffinata da mettere sotto agli abiti, primo esempio di biancheria intima. Tuttavia questo termine veniva anche attribuito ai cosiddetti “panni da gamba” come le brache o le calze che costituivano l’abbigliamento maschile. Nel Cinquecento, per opera di Caterina de Medici, anche le donne parigine delle classi nobili iniziarono ad adottare le mutande e furono criticate dal popolo che considerava indecente l’uso di un indumento prettamente maschile. Qualche tempo dopo le mutande scomparvero dal guardaroba dei nobili e nel Settecento solo le ballerine e le prostitute le portavano e le usavano per sedurre. Nel corso degli anni subirà molte altre variazioni nella forma, sarà oggetto di critiche malevoli e un mezzo di seduzione e perversione.
Il percorso espositivo della mostra sarà incentrato però sulle braghe romagnole: da quelle di fine Ottocento di confezione domestica e sartoriale, che si presentano più lunghe, arricchite di pizzi, ricami, stringhe e lacci per sorreggerle alla vita, modelli per noi oggi quasi improponibili, passando ai primi decenni del Novecento in cui l’elastico si sostituisce ai lacci e da cui scompaiono a poco a poco anche le “gambe”, che si accorciano nelle mutande da uomo e vengono eliminate in quelle da donna. Solo dopo gli anni Trenta le tele, prettamente di colore bianco, diventano colorate e in seguito a fantasia. Negli anni Sessanta diventerà di gran moda la biancheria intima in nylon, di certo poco salutare, che si presta però a grandi varietà di colori e motivi.
Infine si arriva ai giorni nostri con modelli sempre più ridimensionati e audaci che lasciano poco all’immaginazione e tendono quasi a scomparire.
La mostra propone inoltre curate ricostruzioni ambientali di bagni di inizio secolo, seggiette, comode e orinari. Per un fine settimana pieno di curiosità, l’Ecomuseo della Civiltà Palustre oltre alla mostra delle mutande allestirà anche laboratori di ricamo, sartoria e la bottega delle borse e cappelli anni sessanta.

mercoledì 10 ottobre 2007

A.N.G.E.L.O. ancora in mostra

Colori, forme, stili. Quattro decenni di moda.
Mostra a cura di A.N.G.E.L.O.
13 e 14 ottobre 2007, fiera di Forlì.

Moda. Il termine, comparso per la prima volta con il significato attuale nel 1645, deriva dal latino modus che significa maniera, norma, e in senso più ampio, indica uno o più comportamenti collettivi con criteri mutevoli. Termine inizialmente legato esclusivamente alle classi agiate e a particolari categorie sociali che grazie agli abiti si distinguevano, la moda nel tempo diviene sempre più un tratto distintivo delle diverse epoche, degli stili di vita, delle abitudini, tanto da essere interscambiabile con l’espressione costume.
La mostra “Colori, forme, stili. Quattro decenni di moda” mette in evidenza l’evoluzione della moda nel corso di quattro decenni, dagli anni ’50 agli anni ’80, presentando un excursus storico che ben evidenzia i mutamenti sia nel settore dell’abbigliamento che nelle società.
Il percorso, strutturato in quattro stanze guardaroba, parte dagli anni ’50, quando, dopo le ristrettezze dovute alla guerra nel decennio precedente, la moda rifiorisce; la donna diviene sofisticata e curata in ogni aspetto, la vita sottile, le spalle nude, il trucco dettagliato. Simbolo di questi anni è la meravigliosa Audrey Hepburn, sempre perfetta sia nel tubino nero di Colazione da Tiffany che nelle gonne voluminose di Vacanze Romane. A lei è dedicata la prima stanza, dove si può percepire il New Look di Dior e un fascino garbato sempre attuale.
Si approda poi agli anni ’60, quando la moda si concentra sui giovani, quando Londra è il cuore pulsante delle novità; irrompe la minigonna creata da Mary Quant, il reggicalze lascia il posto a collant colorati, la pop art influenza le fantasie nei tessuti, vinile e poliesteri sostituiscono le stoffe. Icona di questi anni è la giovane e magrissima Twiggy, che segna una vera svolta nell’immagine femminile. Basta donne sensuali e formose, la tendenza è quella di uniformare universo maschile e femminile; è finita l’epoca dei capelli acconciati, la moda vede capelli lunghi e sciolti oppure corti tagli sbarazzini. Anche gli accessori cambiano: spariscono i guanti, le perle, le scarpe bon ton e fanno la loro comparsa la bigiotteria, gli stivali i baschi adagiati storti.
La terza sezione della mostra è dedicata agli anni settanta e a una donna veramente particolare: Janis Joplin. La cultura hippie dilaga nelle strade: colori accesi, bandane, spunti etnici, jeans a zampa di elefante, capelli lunghi sia per gli uomini che per le donne. Janis Joplin rappresenta l’essenza di quegli anni: la sua voce roca esprime perfettamente la ribellione di un decennio che ha visto grandi mutamenti sociali e grandi mutamenti anche nel comportamento femminile. Le donne sono più libere, vogliono viaggiare, stare comode, non pensano più solo al matrimonio e alla famiglia, Immagine di John Lennon è la loro colonna sonora.
Sempre negli anni ’70 si sviluppa il fenomeno punk: nella musica e nell’abbigliamento il punk dilaga portando nuove ondate di eccesso: calze a rete, capelli colorati, borchie, pelle, strappi. Lo stile diviene più aggressivo, l’abbigliamento un mezzo di protesta, sul grande schermo appare Arancia Meccanica.
Ma il decennio in questione ha anche spazio per capi tutt’ora attualissimi e imitati dalle collezioni recenti, che la mostra a cura di A.N.G.E.L.O. ci presenta mettendo in evidenza la qualità dei prodotti: Emilio Pucci, Roberta di Camerino, YSL sono solo alcuni nomi che si possono ammirare in esposizione.
Il percorso si conclude con gli anni ’80. E’ il momento del business e della pubblicità, anche per la moda: le sfilate divengono un evento per costruire l’immagine dello stilista, gli abiti di alta moda sono capi per pochissimi e per rare occasioni.
In questi anni dilaga il pret à porter, si diffondono le catene dei negozi, nascono molti centri commerciali che fungono da veri luoghi di ritrovo.
Dopo anni di ribellione, la donna riacquista una veste femminile, anche se non ha nulla a che vedere con la figura dolce degli anni ’50. Tailleur con spalle imbottite, cinturoni, pellicce, capelli gonfi e accessori vistosi: l’immagine della donna è forte, aggressiva, ma anche sexy e provocante.
Negli anni ’80 dilaga la moda del fitness: l’immagine passa anche attraverso un corpo scultoreo.
Icona del decennio è Madonna: donna esuberante in continua evoluzione, idolo delle più giovani, imitata anche dalle meno giovani che osano uscire di casa con le spalline del reggiseno a vista.
Nel corso di questo periodo le grandi firme vivono un vero periodo d’oro: basti pensare alla moda dei paninari, gruppi di ragazzi che si riconoscevano indossando felpe, jeans, accessori e anche calze firmate. Ma non solo. E’ l’epoca delle top model, delle interviste agli stilisti, Milano diviene il cuore della moda. E proprio a ricordare quel periodo A.N.G.E.L.O. propone al pubblico completi Versace e abiti Issey Miyake.

“Colori, forme, stili. Quattro decenni di moda”: quarant’anni di storia del costume raccontata attraverso quattro stanze guardaroba e quattro icone femminili.

martedì 2 ottobre 2007

E tre!

Comunicato ufficiale:
Il 13 e 14 ottobre si terrà, presso i padiglioni fieristici della città di Forlì, il salone mercato “VINTAGE! La moda che vive due volte”, a cura di Romagna Fiere.

Giunto alla terza edizione il salone vede quest’anno il diversificarsi e l’ampliarsi dei prodotti trattati, al fine di confermare il successo ottenuto negli anni precedenti e, soprattutto, di soddisfare ogni tipo di pubblico appassionato dell’epoca vintage. Gli spettatori potranno dunque visitare il salone mercato suddiviso nelle seguenti aree tematiche:

VINTAGE FASHION: abbigliamento, accessori, gioielli. E’ l’area dedicata ai collezionisti, ai cool hunter, ai buyers, ma anche ai giovani fashion victims e a tutti coloro che amano la moda o vogliono inventarla traendo ispirazione dal passato.

VINTAGE FORNITURES: modernariato, oggettistica, collezionismo. Per gli appassionati del design e per chi cerca un pezzo esclusivo e originale per la propria abitazione o per un’idea regalo…ma anche per coloro che desiderano fare un tuffo nel passato!

VINTAGE COMICS: fumetti vintage, riviste d’epoca, tavole originali, poster. Questa è un’area senza età. Collezionisti e giovani ragazzi vengono accomunati dalla passione per le strip, i supereroi, le bande dessinèe rare e d’epoca.

VINTAGE DISCO: dischi in vinile, oggettistica da collezione, strumenti d’epoca. Già presente nelle scorse edizioni, questa categoria merceologica ha riscosso notevole successo da parte del pubblico, tanto che l’offerta non riusciva a soddisfare la domanda. Si è dunque deciso di dare più spazio al settore musicale, anche perché nella memoria collettiva è proprio la musica che ha differenziato le epoche vintage.


Grande novità di questa edizione è però il “First Vintage Fashion Contest”: primo concorso dedicato agli studenti delle scuole superiori e delle università che offre la possibilità di reinterpretare liberamente un capo d’epoca o inventarne uno nuovo utilizzando materiali vintage. I partecipanti saranno valutati da una giuria specializzata, presieduta dal Sig. Angelo Caroli, titolare di A.N.G.E.L.O.
Un particolare ringraziamento va al Liceo Artistico “P.L.Nervi” di Ravenna, e al Corso di laurea specialistica in Sistemi e comunicazione della moda / ZoneModa Rimini (Università di Bologna, Facoltà di Lettere e Filosofia) che hanno contribuito alla preparazione dei progetti che i loro studenti presenteranno al concorso.

A cura di A.N.G.E.L.O. sarà anche la mostra “Colori, forme, stili. Quattro decenni di moda” presente all’interno del salone: un excursus storico attraverso gli abiti di alta moda.

Altra novità 2007 il settore “Arte & Vintage”: artisti provenienti da tutta Italia esporranno le proprie opere ispirate ai personaggi e alle icone dagli anni ’30 agli anni ’80; saranno presenti anche scultori che creano opere moderne con materiale d’annata di recupero.

Da segnalare per la particolarità del tema trattato la mostra “AL MUDÂN. BRAGHE ROMAGNOLE DALL’OTTOCENTO AL TANGA”, a cura dell’Ecomuseo della Civiltà Palustre di Villanova di Bagnacavallo (RA).

Saranno inoltre in esposizione meravigliosi manifesti d’epoca relativi ai film d’annata.