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mercoledì 1 luglio 2020

Hai mangiato?



Mio figlio di 13 anni, rientrando da una pizza con gli amichetti, appena mette piede in casa mi guarda e chiede "Mamma, ma tu hai mangiato?"
Ecco, questa frase mi ha fatto sentire amata come non mai.

A parte mia nonna quando ero piccola e mia mamma ancora adesso quando vado a trovarla, non ho mai avuto nessuno che mi chiedesse "Hai mangiato?".
Ho avuto uomini bravi a cucinare, ma spesso per loro vanto oppure per creare un'atmosfera intima per la serata, ma non perché in pensiero per come stavo.

Chiedere a qualcuno se ha mangiato, non è solo legato alla fame, all'atto vero e proprio di sedersi a tavola e masticare del cibo, ma è chiedere come sta, se ha bisogno di qualcosa; è dire "Penso io a te", "Ti nutro d'amore".

Ecco, lasciamo stare la lista delle qualità perfette: io voglio qualcuno che quando mi vede stanca od ombrosa, mi chiede semplicemente "Hai mangiato?" .

Se ad un gesto così caro ci è arrivato un ragazzino di 13 anni, c'è speranza che o capiscano anche gli adulti?


martedì 4 dicembre 2018

Candy oh Candy Cane!



I colorati e dolcissimi bastoncini di zucchero, conosciuti come Candy Cane, vengono solitamente collegati alla tradizione natalizia americana.
In realtà la loro origine è europea, tedesca per la precisione.

Sembra che nel 1670 grazie il direttore di orchestra della Cattedrale di Colonia, commissionò dei bastoncini di zucchero bianco da dare ai bambini prima della messa, al fine di rimediare alla confusione che questi facevano durante le funzioni.
Nell'America del Nord, i primi esempi di utilizzo dei bastoncini di zucchero per festeggiare il Natale si ritrovano  nel 1847 quando un emigrato di origini tedesche-svedesi di nome August Imgard appese un bastoncino di zucchero su un albero di Natale. 
Anche se molto diffusi già negli ani '20, la produzione industriale di questi dolcetti zuccherini si avrà solo negli anni '50.

Esiste anche una storia parallela dell'origine dei Candy Cane: pare che durante la metà del diciottesimo secolo, in Inghilterra, essendo proibito esporre pubblicamente qualsiasi simbolo religioso del cattolicesimo, i Cristiani non potevano riconoscersi tra di loro. Fu allora che un pasticciere decise di trovare uno stratagemma per permettere il riconoscimento tra i membri della chiesa. Allora il pasticciere decise di creare un nuovo dolce che ricordasse Gesù: una J rovesciata per indicare Jesus.

Di solito i bastoncini hanno sapore di menta, ma attualmente se ne trovano in commercio di ogni gusto e colore.

lunedì 7 maggio 2018

Bagna Càuda: irresistibile con qualsiasi temperatura





Con l'arrivo del caldo, non è proprio il piatto in cima alla lista dei desideri, ma il suo profumo la rende irresistibile anche in una domenica di sole.

E proprio imbattendomi con un gruppo di amici in un bel piatto di peperoni conditi con la famosa crema piemontese, è partito il dibattito sul perché la Bagna Càuda sia tipica del Piemonte, nonostante le acciughe non siano un prodotto locale.

Se anche voi avete la stessa curiosità che non vi fa dormire la notte, eccovi la storia.

Sono molte le zone che si contendono la paternità della ricetta, ma l'origine è comune a tutte le storie: la via del sale tra il Piemonte e la Provenza, lungo le Valli del Rodano, a partire dal XII Secolo (o forse anche prima!).

In pochi sanno che il sale, fondamentale per la conservazione degli alimenti già dal Medioevo,  arrivava in Piemonte partendo dalla Provenza e non dalla Liguria, le cui coste  rocciose non consentivano questa produzione.
La leggenda vuole che per nascondere il sale e risparmiare quindi sui dazi doganali, i barili di legno contenenti il sale venissero ricoperti di acciughe pescate nel Golfo del Leone.
Che sia vera o meno la leggenda, lungo le stesse vie del sale si sviluppò anche il commercio delle acciughe, a cura di venditori specializzati (gli Ancioè): da qui la presenza del pesce in terre non di mare.

Un altro ingrediente curioso nella ricetta della Bagna Càuda è l'olio d'oliva.
In Piemonte veniva prodotto olio di noci e nocciole ma anche di olive nelle Valli Belbo e Tiglione; sembra che un gelido inverno all'inizio del '700 causò la morte delle piante, costringendo quindi i piemontesi all'acquisto di olio da altre regioni.
C'è da dire che la ricetta originale della salsa piemontese, prevede anche l'utilizzo di pezzi di burro.
Per molti la Bagna Càuda è la versione rivisitata dell'Anchoiade francese, salsa a crudo dal sapore deciso.
La ricetta originale piemontese, che prevede addirittura una testa di aglio a persona, per molto tempo è stata snobbata dalla nobiltà, che non gradiva l'odore forte  nei palazzi.

Attualmente si trovano tante ricette, anche senza aglio e spesso alleggerite. Ne esiste anche una versione fredda per l'estate.

In ogni caso, se passate per il Piemonte, vi consiglio di provarla nella versione calda e con tante verdure.

lunedì 13 marzo 2017

Merenda vintage a Torino



Se siete a spasso per il centro di Torino, e avete voglia di coccolarvi con qualcosa di caldo, vi suggerisco un localino nel cuore del quadrilatero dove potrete fare un tuffo nel passato, tra profumi e sapori che sanno di casa della nonna.
La "Tisaneria della Consolata" è un piccolo, accogliente locale, che propone una vasta scelta di the e tisane, tanto che anche una poco appassionata di "acqua calda aromatizzata" come me (passatemi la definizione) trova sempre qualche proposta curiosa; ma il punto forte sono le torte: avete presente Proust e la Madeleines? Ecco, l'effetto è quello.. il ritorno alla cucina della nonna, in un pomeriggio di pioggia dopo la scuola.

Anche l'ambiente ha un sapore casalingo, e le stesse proprietarie hanno una nota vintage accogliente e romantica.

Durante i pomeriggi invernali, poi, non è insolito trovare personaggi bohemienne che scrivono libri, o leggono, o belle signore anch'esse dall'eleganza retrò che chiacchierano amabilmente.