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martedì 4 dicembre 2018

Candy oh Candy Cane!



I colorati e dolcissimi bastoncini di zucchero, conosciuti come Candy Cane, vengono solitamente collegati alla tradizione natalizia americana.
In realtà la loro origine è europea, tedesca per la precisione.

Sembra che nel 1670 grazie il direttore di orchestra della Cattedrale di Colonia, commissionò dei bastoncini di zucchero bianco da dare ai bambini prima della messa, al fine di rimediare alla confusione che questi facevano durante le funzioni.
Nell'America del Nord, i primi esempi di utilizzo dei bastoncini di zucchero per festeggiare il Natale si ritrovano  nel 1847 quando un emigrato di origini tedesche-svedesi di nome August Imgard appese un bastoncino di zucchero su un albero di Natale. 
Anche se molto diffusi già negli ani '20, la produzione industriale di questi dolcetti zuccherini si avrà solo negli anni '50.

Esiste anche una storia parallela dell'origine dei Candy Cane: pare che durante la metà del diciottesimo secolo, in Inghilterra, essendo proibito esporre pubblicamente qualsiasi simbolo religioso del cattolicesimo, i Cristiani non potevano riconoscersi tra di loro. Fu allora che un pasticciere decise di trovare uno stratagemma per permettere il riconoscimento tra i membri della chiesa. Allora il pasticciere decise di creare un nuovo dolce che ricordasse Gesù: una J rovesciata per indicare Jesus.

Di solito i bastoncini hanno sapore di menta, ma attualmente se ne trovano in commercio di ogni gusto e colore.

lunedì 27 marzo 2017

Come è umano lei... dal 1975




27 Marzo 1975: esce il primo film della saga del Ragioniere più famoso d'Italia, "Fantozzi".
Il primo episodio ha proprio il titolo che riprende il cognome del mitico Ugo, il cui personaggio però ha esordito già a fine anni '60 a "Quelli della domenica".
L'interprete, da sempre, è il meraviglioso Paolo Villaggio, diventato famoso al grande pubblico proprio grazie al grottesco Fantozzi, ma protagonista di tanti grandi film.

Oltre al buffo Fantozzi, ben noti sono anche gli altri personaggi della saga: Pina, la moglie; Mariangela, la figlia bruttissima; la Signorina Silvani, che Ugo corteggia assiduamente ma senza successo e, infine, il Ragionier Filini.

Ben 10 il film dedicati all'indimenticabile ragioniere, quasi tutti diretti da Neri Parenti.
Molti anche i libri e i saggi dedicati, e ben due fumetti, uno dei quali è stata una serie intera presente sul  Corriere dei Piccoli nel 1990.

Piccola chicca: il personaggio ha avuto anche l'onore di una parodia su Topolino nel 1988, nella storia La tragica avventura di Paperon de' Paperozzi (testo di Massimo Marconi e disegni di Giorgio Cavazzano), in cui Fantozzi è interpretato nientemeno che da Paperon de' Paperoni:

venerdì 24 marzo 2017

1973 The Dark Side of the Moon




Era il 24 Marzo del 1973, e io non ero ancora nata.
Proprio in questo stesso giorno uscì uno dei più incredibili dischi mai prodotti: The Dark Side of the Moon, ottavo album dei meravigliosi Pink Floyd, inciso negli Abbey Road Studios.

Il successo fu immediato, con una permanenza al primo posto delle classifiche per 741 settimane.

Diverse le edizioni successive, ma l'originale prevede:

Lato A
Speak to Me – 1:30 (musica: Nick Mason)
Breathe – 2:43 (Roger Waters, David Gilmour, Richard Wright) – Voce di David Gilmour
On the Run – 3:30 (musica: David Gilmour, Roger Waters)
Time + Breathe (Reprise) – 6:53 (Nick Mason, Roger Waters, Richard Wright, David Gilmour) – Voci di David Gilmour e Richard Wright
The Great Gig in the Sky – 4:15 (Richard Wright) – Voce di Clare Torry

Lato B
Money – 6:30 (Roger Waters) – Voce di David Gilmour
Us and Them – 7:49 (Roger Waters, Richard Wright) – Voci di David Gilmour e Richard Wright
Any Colour You Like – 3:24 (musica: David Gilmour, Nick Mason, Richard Wright)
Brain Damage – 3:50 (Roger Waters) – Voce di Roger Waters
Eclipse – 1:45 (Roger Waters) – Voce di Roger Waters


Per dovere di cronaca: l'album uscì il 10 Marzo negli USA e il 23 nel Regno Unito.

giovedì 23 marzo 2017

L'abito da sposa... un po' di storia

Tutte le donne, forse non tutte ma tante di sicuro, sognano il giorno del loro matrimonio; uno dei dettagli che più occupa i pensieri femminili è l'abito da sposa.
Oggi ne vediamo veramente di tanti tipi, bianchi e colorati, tradizionali e innovativi, che si rifanno al passato, al mondo delle principesse, oppure minimalisti.

Qualunque sia il sogno, negli anni è cambiato.

L'abito da sposa era già presente nell'antica Roma, sottoforma di tunica bianca chiusa da un nodo (che solo lo sposo poteva sciogliere) e con un il velo color zafferano.

Ma veniamo a periodi più recenti.

Solo nel XIX secolo nascono le tradizioni dell'abito bianco, simbolo di purezza, del dolce nuziale e del ricevimento.

Negli anni'30 gli abiti sono bianchi, lunghi, con il velo, spesso ricamato, e il bouquet.

Durante la guerra però, anche gli abiti per il giorno delle nozze subiscono l'influenza del rigore che il periodo richiede: compaiono abiti più corti, senza fronzoli. Spesso gli abiti si tramandano da una donna all'altra all'interno della stessa famiglia; nasce anche il noleggio.

Negli anni'7o, invece, le regole vengono un po' sconvolte: si vedono spose colorate, in lungo, in corto... la fantasia non ha limiti.

E cosa dire degli anni '80? Già le acconciature gonfie erano tutto un programma... E chi non ricorda le spalline, le maniche a sbuffo e le gonne a sirena?

Una piccola curiosità: lo strascico, ancora oggi molto presente negli abiti nuziali, appare nel XVI come simbolo di appartenenza sociale. Più era lungo e più la famiglia era importante.

martedì 14 marzo 2017

Insomma...tutta colpa di una donna!





Presentata per la prima volta il 14 Marzo 1847 al Teatro La Pergola di Firenze, Macbeth è la decima opera di Giuseppe Verdi ispirata all'omonima creazione di  William Shakespeare.

Dopo un iniziale successo, l'opera in IV atti che narra di come l'abile Lady Macbeth riesca a manovrare il marito (e da qui il titolo del post) per poi morire nel delirio del rimorso, venne accantonata; solo nel 1952 ritornò ad essere amata dal pubblico, grazie alla splendida interpretazione di Maria Callas alla Scala di Milano.

Dell'opera venne fatta anche un'edizione francese, con alcune varianti nelle arie rispetto all'originale; molto famoso è poi il film del 2015 con Michael Fassbender e Marion Cotillard.


martedì 10 gennaio 2017

10 Gennaio 1929: arriva Tintin





Tintin, personaggio creato dal fumettista belga Hergè (all'anagrafe Georges Prosper Remi), appare per la prima volta il 10 Gennaio 1929  nel "Le avventure di Tintin" e da quel momento diventerà uno dei fumetti più noti e diffuso nei vari Paesi.
Tintin è un giovane reporter che affronta avventure in giro per il mondo, affiancato dall'inseparabile cagnolino Milou e dal suo migliore amico, il Capitano Archibald Haddock, forte bevitore di whisky e dal carattere burbero.
Di Tintin si sa ben poco: non compaiono riferimenti alla famiglia, all'età o  come si mantenga!

Bizzarro lui, come i suoi compagni di viaggio, tra cui segnalo Dupont e Dupont, gemelli con bombetta amici del protagonista, e lo scienziato di fama internazionale Trifone Girasole.

Tintin è finito anche sul grande schermo: negli anni '60 con due film differenti, slegati dalle storie su carta, e nel 2011, grazie a uno splendido film di animazione di Steven Spielberg che ha dato il via anche alla ristampa di tutte le edizioni cartacee.

giovedì 15 dicembre 2016

Torniamo bambini per un attimo: è Natale!




C'è stato un tempo in cui anche noi scrivevamo la letterina a Babbo Natale - a dire il vero io lo faccio ancora, ma sono un caso limite - , sognando di ricevere quei giocattoli plasticosi e meravigliosi che pubblicizzavano in televisione.
Scommetto che molti ricordano benissimo lo spot, soprattutto di quel giocattolo che non è mai arrivato.
Io, ad esempio, per tutte le elementari ho sperato di ricevere la casa di barbie, quella rosa con l'ascensore giallo... e mentre attendevo, con scatole di scarpe e pezzi di legno presi dal garage di mio papà, costruivo la mia personalissima casa della bambola più bionda che mai.
L'avventura si concluse con me che vede la famosa casa rosa da un'amichetta, scoprendo così che il gioco era una "fuffa" pazzesca, e le mie amichette che invidiavano la mia super customizzata casa inventata!
Piccola nota: ho appena scoperto che su Ebay si trovano tutte le edizioni delle case di Barbie.

Tra i tanti giocattoli che hanno animato la mia infanzia, e immagino anche la vostra, riporto quelli che più ricordo, ma, se avete piacere, suggeritene altri.

Primo nell'elenco per inutilità e originalità e mood futuristico è il Robot Emiglio (scritto proprio così), di cui è uscita anche la versione attuale con lo slogan "EMIGLIO è TORNATO".

Come dimenticare poi "Gira la moda"? Negli anni in cui le top model erano le vere star e i paninari invadevano i corridoi scolastici, questo giocattolo tutto rosa appariva come il primo passo per trasformarsi in Donatella Versace.
A proposito di rosa, cito l'orribile Dolce forno...

Vero tormentone per i miei genitori, che alla fine hanno ceduto, è stata la pista delle Hot Wheels: ci ho giocato come una matta!

L'elenco sarebbe davvero lunghissimo, ma chiudo con una chicca, più per i maschietti: HE-MAN e il castello di Grayskull (e lo so che qui qualcuno ha urlato "Per il potere di Grayskullll.... HEE-MAAANNNN).

Lascio ora a voi il piacere di scavare nella memoria.

mercoledì 28 novembre 2012

Guardaroba Jeanne Lavin all'asta da Christie's

L'evento avrà luogo domani.
Certo, non saremo noi comuni mortali amanti del vintage a sedere nell'elegante sala di Christie's e a "combattere" a suon di cifre per aggiudicarci i pezzi, ma possiamo immaginare di farlo.

In realtà quello che mi affascina è l'idea del guardaroba, che oggi possiamo chiamare tranquillamente "archivio vintage", che la Diva anni '20 Catálina Bárcena ha costruito negli anni.

Avete presente l'eleganza dell'epoca? La leggerezza dei tessuti?  E soprattutto, lo stile della stilista francese?
Come scordare gli abiti "per madre e figlia" che la resero celebre?

Oggi la Casa di moda ha ovviamente cambiato aspetto, ma ha una storia ricca di fascino.

Anche la storia di Catálina Bárcena ha un certo fascino: pensate che dovette fuggire in Sud America a causa di uno scandalo in cui erano coinvolti marito ed amante!

Due storie dunque, raccontate da una serie di abiti che domani verranno battuti all'asta (vorrei far notare che Christie's ha un programma “Vintage Couture”!). Fortunati chi se li aggiudicherà!



mercoledì 23 maggio 2012

Lo smalto per le unghie: un po’ di storia



Siamo abituati a vedere unghie di tutti i colori, con decorazioni e brillantini incastonati; c’è chi le porta arrotondate, chi squadrate, chi le ricostruisce con la resina, chi le ha sempre corte e chi le mangia.
Personalmente sono amante del classico rosso laccato, ma ogni tanto, soprattutto in estate, amo cambiare.
Ma dove ha avuto origine l’usanza di colorarsi le unghie?

Sembra (le fonti non sono certe) che prime tracce delle unghie colorate si trovino già nel 3000 a.c in India, dove era usanza degli uomini decorarsi le mani con l’henné.
Per trovare il colore sulle mani delle donne, dobbiamo andare in Cina nel 1500 a.c.: lo smalto era composto da petali di fiori, che permettevano di creare una gamma di colori piuttosto ampia, albume,  gelatina di pesce, allume, cera d’api e gomma arabica.  L’effetto era quello laccato che ancora oggi amiamo tanto.
Sempre in Cina, l’usanza da parte dei reali di colorare le unghie con lacche dorate.
Nello stesso periodo ma in Egitto, le donne dei ceti più alti utilizzavano il rosso come colore per indicare il proprio status: più era intenso, più la donna era potente.
Si “vocifera” che la splendida Cleopatra usasse uno smalto bordeaux.
Arriviamo al Medioevo: rispecchiando l’età buia, il nero era il colore più utilizzato. Il rosso però era sempre presente!
Nell’800 le unghie venivano colorate con una miscela di oli rossi.
I primi anni del’900 vedono un calo della tendenza all’utilizzo dello smalto: dapprima le donne, iniziando a lavorare, adottano abbigliamenti sobri e comodi eliminando il trucco; poi, negli anni ’20, la moda dei guanti porta le donne a coprire le mani.
Negli anni’30 la cosmesi torna di gran moda, ma soprattutto per il viso: le dive dei film in bianco e nero hanno labbra e occhi molto truccate (stratagemma per risaltare tra le sfumature di grigio delle pellicole!).
Con l’avvento del cinema a colori, le case cosmetiche iniziano a creare nuovi colori e prodotti: le dive del cinema sono i nuovi modelli e le donne le copiano.
Una curiosità: gli smalti, così come li conosciamo, sono ispirati alle vernici delle carrozzerie delle automobili! Prima dell’invenzionedell’auto, i colori per le unghie erano composti da oli oppure polveri e creme.
Negli anni’50 e nuovamente il rosso il colore dominante, per labbra e unghie… Pensiamo alle pin up…
Gli anni’60 vedono la moda del french look e di colori naturali e più sobri.
La forma quadrata compare negli anni’70, periodo in cui un po’ tutto era permesso.
I meravigliosi anni ’80 invece vedono la nascita di colori fluo e vivaci.
LA Nail Art e la ricostruzione nasce invece solo negli anni’90 (negli Stati Uniti).

giovedì 3 novembre 2011

Tanti auguri Monica!



Raccontare la sua bravura, il suo carisma, il suo fascino e soprattutto il talento, mi risulta difficile.

E forse le parole sono superflue.

Quindi mi limito a scrivere "Buon Compleanno Monica!".

mercoledì 27 aprile 2011

Sarebbero 50



50 cosa?
50 anni per Moana Pozzi.
E cosa c'entra la Pozzi con il vintage?
Non è stata forse una splendida pin up?

In effetti forse l'accostamento non è dei migliori, ma personalmente ho sempre pensato che Moana Pozzi è stata una donna non solo bella (certo ora i canoni estetici sono diversi...), ma intelligente, determinata, ironica.
In giro ci sono troppe donne tristi: forse prendere spunto da una donna che si godeva la vita male non può fare!

lunedì 11 aprile 2011

Jane Austen: le fan si riuniscono a Riccione



Dal 14 al 16 aprile a Riccione si terrà il meeting annuale delle fan di Jane Austen, scrittrice britannica vissuta a cavallo tra la fine del '700 e l'inizio del 1800.
Dibattiti, rievocazioni e balli d'epoca animeranno l'evento.
Personalmente credo che l'iniziativa sia veramente interessante, non tanto perle fan, quanro soprattutto per coloro che conoscono poco le opere della scrittrice: anche se a distanza di due secoli, le emozioni raccontate dalla Austen esistono tutt'ora nei cuori delle donne.
Le ragazze di oggi non devono saper suonare il piano e ricamare per conquistare un uomo, ma chi non ha provato il tormento descritto in "Orgoglio e pregiudizio"?
Per chi volesse saperne di più consiglio una visita al sito del fan club.

venerdì 4 febbraio 2011

Tanti auguri Ken!





Ken Carson, eterno fidanzato di Barbie, compie 50 anni (e non li dimostra... sarà merito di qualche ritocchino?).
Dal suo debutto sul mercato nel 1961, anche Ken, prprio come la mitica fidanzata, ha subito varie trasformazioni: inizialmente era moro e con i capelli in fibra, poi è diventato biondo e con i capelli plasticosi, sempre più muscoloso e soprattutto fashion.
Come per Barbie hatutta una sua linea di abiti e accessori che si sono evoluti nel tempo; haance cambiato molte professioni (direi che è un simbolo del precariato!): da medaglia olimpica al parrucchiere.
La versione che personalmente preferisco è quella presentata nel film "Toy Story 3".
Piccolo gossip: nel 2004 Barbie eKen si erano lasciati a causa della riluttanza del bel biondino a sposarsi; sono però tornati insieme nel 2006.
Domanda (che mi pongo dall'epoca delle scuole elementari): ma Big Jim chi è? L'amante di Barbie (o di Ken)?

mercoledì 14 gennaio 2009

Un'icona?

Un amico per il compleanno mi ha regalato il libro di Pamela Des Barres "Stanotte stiamo insieme" (titolo italiano): uno scenario sulle groupies degli anni Sessanta (la stessa Pamela fu identificata come la prima groupie). Non l'ho ancora terminato, ma i personaggi femminili protagonisti sono ricchi di fascino.
Tra le tante donne mi ha colpito Tura Satana, soprannominata anche "Miss Japan Beautiful": metà orientale e metà sioux, Tura ha una bellezza sorprendente, soprattutto perchè difficilmente una donna orientale è tanto prosperosa.
Una vita iniziata con un'infanzia molto difficile. Ma la bellezza e la determinazione ha portato Tura prima ad esibirsi nel burlesque e poi a diventare attrice. Come groupie le si attribuiscono la conquista di Elvis e molti altri nomi noti.
Tura Satana è diventata anche un fumetto (la serie si intitola "Tura Satana - The Ultimate Femme Fatale").
Perchè mi chiedo se sia un'icona? Perchè il suo fascino trasgressivo la distingue dalle donne dell'epoca. Perchè ha ispirato generazioni. Perchè la sua frangetta è tutt'oggi di gran moda.

martedì 16 dicembre 2008

Oltre 80 anni.. e sempre attuale!

Inventato nel 1926 da Coco Chanel, il petit noir continua a vivere da protagonista non solo nella moda, ma soprattutto nei guardaroba delle donne di tutto il mondo. Detto comunemente tubino, di solito di colore nero, divenne particolarmente famoso dopo che Audrey Hepburn lo indosso in "Colazione da Tiffany".
Obiettivo della celebre stilista era creare un abito adatto ad ogni occasione: mi sembra che ci sia riuscita in pieno!
Negli anni lo abbiamo visto trasformarsi, in parte nelle forme, in parte nei tessuti. Ma alcuni sono nella memoria di ogni donna (e tutt'ora attualissimi!): pensate allo stile di Jakie Kennedy... Anche se bisogna dire che molto fanno gli accessori.
E ora è nuovamente alla ribalta, grazie all'elgantissima Michelle Obama.
Quasi quasi per capodanno...

mercoledì 20 febbraio 2008

Tanti auguri in ritardo!

Il 17 febbraio ha compiuto 50 anni il simbolo della PACE. Nato in Inghilterra nel 1958 da Gerald Holtom come simbolo dell'organizzazione pacifista Campaign for nuclear Disarmement, è diventato uno dei simboli legati alla cultura hippie e agli anni '60. L'ispirazione per la creazione del simbolo proviene dal "linguaggio" gestuale dei marinai: la lettera ‘N’ di ‘nuclear’, indicata dalla linea verticale, la lettera ‘D’ di ‘disarmament’, corrispondente alle linee inclinate, e il cerchio che rappresenta la parola ‘globale’.

Negli anni '60 compare su bandiere, abiti, cappelli, spille. Presente nelle manifestazioni, utilizzato dai media, anche dopo quegli anni di contestazione non perde la sua forza. E' un simbolo noto in tutto il mondo, universale, e avrà ancora lunga vita.

Una piccola nota: ricordate le stoffe degli abiti di Moschino sulla quale il simbolo della pace era stampato a ripetizione?

giovedì 3 gennaio 2008

Betty Boop



Personaggio nato negli anni '30, Betty Boop è simbolo della ragazza sexy e "peperina"; con le sue forme minute, gli abiti corti, la camminata ancheggiante rappresenta una femminilità tutt'ora attuale.
Non tutti forse sanno che la sua vita come personaggio fu piuttosto breve: negli anni '30 era considerata troppo audace, tanto che per renderla "più imana" le furono affiancati dapprima alcuni personaggi (il Clown Koko, il cane Bimbo e Grumpy, un anziano avvocato in pensione) e poi le furono tolti i mini abiti e la giarrettiera sostituendoli con abiti meno provocanti. Nel 1939 l'abbandono delle scene.
Betty Boop resta comunque un'icona sexy: indimenticabile mentre balla vestita da hawaiana!

Nel video alcuni esempi delle varie sexy versioni di Betty!


sabato 15 dicembre 2007

Tra poco sarebbero 106

27 dicembre 1901: nasceva Marlene Dietrich, attrice e cantante tedesca.

Famosa per le sue interpretazioni e la voce particolare, certo, ma anche e soprattutto per lo stile che la distingueva dalle dive dell'epoca.

Molti i gossip su questa donna sensuale e spesso ambigua, dichiaratamente bisessuale e amante di scrittori noti e personaggi del cinema.

Magrissima, grande fumatrice, scrittrice di diari. Nonstante il successo una donna tormentata, complessa.

Triste il suo tramonto che l'ha vista per anni bloccata in un letto.


Ma qui voglio ricordarla come Lola nel film "L'Angelo Azzurro".


giovedì 6 dicembre 2007

Meravigliosa Audrey


Continuando con il filone delle icone del passato, non può mancare un cenno alla bellissima Audrey Hepburn (4 maggio 1929 - 20 gennaio 1993; oggi sarebbero 78... ).

Tra i film che la vedono protagonista ricordo Vacanze Romane, Sabrina, Cenerentola a Parigi e Colazione da Tiffany.

Sembra superfluo parlare della sua eleganza, dello stile, della sua mitica frangetta ora tornata di moda; il tubino nero è tutt'ora un capo che non può mancare nell'armadio di una donna.

Personalmente credo però che Audrey non sia stata solo un esempio di stile, ma anche e soprattutto un grande esempio come donna: nonostante il grande successo si è dedicata a lungo alla famiglia e agli altri (nel 1988 è stata nominata ambasciatrice UNICEF).


Non voglio dilungarmi troppo, credo che non ci sia necessità di elencare le qualità di questa stupenda donna e attrice.

martedì 4 dicembre 2007

A grande richiesta...



Tra qualche giorno (il 19 dicembre per essere precisi) sarà il compleanno della grandissima cantante francese Edith Piaf. Forse non tutti sanno che il vero cognome era Gassion, cambiato poi in Piaf che significa "passerotto".

Non solo una grande artista, ma un vero e proprio personaggio, con i suoi abiti neri in maglia e le pose teatrali.

Se fosse ancora tra noi avrebbe 92 anni.





Buon compleanno in anticipo!