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martedì 4 dicembre 2018

Candy oh Candy Cane!



I colorati e dolcissimi bastoncini di zucchero, conosciuti come Candy Cane, vengono solitamente collegati alla tradizione natalizia americana.
In realtà la loro origine è europea, tedesca per la precisione.

Sembra che nel 1670 grazie il direttore di orchestra della Cattedrale di Colonia, commissionò dei bastoncini di zucchero bianco da dare ai bambini prima della messa, al fine di rimediare alla confusione che questi facevano durante le funzioni.
Nell'America del Nord, i primi esempi di utilizzo dei bastoncini di zucchero per festeggiare il Natale si ritrovano  nel 1847 quando un emigrato di origini tedesche-svedesi di nome August Imgard appese un bastoncino di zucchero su un albero di Natale. 
Anche se molto diffusi già negli ani '20, la produzione industriale di questi dolcetti zuccherini si avrà solo negli anni '50.

Esiste anche una storia parallela dell'origine dei Candy Cane: pare che durante la metà del diciottesimo secolo, in Inghilterra, essendo proibito esporre pubblicamente qualsiasi simbolo religioso del cattolicesimo, i Cristiani non potevano riconoscersi tra di loro. Fu allora che un pasticciere decise di trovare uno stratagemma per permettere il riconoscimento tra i membri della chiesa. Allora il pasticciere decise di creare un nuovo dolce che ricordasse Gesù: una J rovesciata per indicare Jesus.

Di solito i bastoncini hanno sapore di menta, ma attualmente se ne trovano in commercio di ogni gusto e colore.

giovedì 15 dicembre 2016

Torniamo bambini per un attimo: è Natale!




C'è stato un tempo in cui anche noi scrivevamo la letterina a Babbo Natale - a dire il vero io lo faccio ancora, ma sono un caso limite - , sognando di ricevere quei giocattoli plasticosi e meravigliosi che pubblicizzavano in televisione.
Scommetto che molti ricordano benissimo lo spot, soprattutto di quel giocattolo che non è mai arrivato.
Io, ad esempio, per tutte le elementari ho sperato di ricevere la casa di barbie, quella rosa con l'ascensore giallo... e mentre attendevo, con scatole di scarpe e pezzi di legno presi dal garage di mio papà, costruivo la mia personalissima casa della bambola più bionda che mai.
L'avventura si concluse con me che vede la famosa casa rosa da un'amichetta, scoprendo così che il gioco era una "fuffa" pazzesca, e le mie amichette che invidiavano la mia super customizzata casa inventata!
Piccola nota: ho appena scoperto che su Ebay si trovano tutte le edizioni delle case di Barbie.

Tra i tanti giocattoli che hanno animato la mia infanzia, e immagino anche la vostra, riporto quelli che più ricordo, ma, se avete piacere, suggeritene altri.

Primo nell'elenco per inutilità e originalità e mood futuristico è il Robot Emiglio (scritto proprio così), di cui è uscita anche la versione attuale con lo slogan "EMIGLIO è TORNATO".

Come dimenticare poi "Gira la moda"? Negli anni in cui le top model erano le vere star e i paninari invadevano i corridoi scolastici, questo giocattolo tutto rosa appariva come il primo passo per trasformarsi in Donatella Versace.
A proposito di rosa, cito l'orribile Dolce forno...

Vero tormentone per i miei genitori, che alla fine hanno ceduto, è stata la pista delle Hot Wheels: ci ho giocato come una matta!

L'elenco sarebbe davvero lunghissimo, ma chiudo con una chicca, più per i maschietti: HE-MAN e il castello di Grayskull (e lo so che qui qualcuno ha urlato "Per il potere di Grayskullll.... HEE-MAAANNNN).

Lascio ora a voi il piacere di scavare nella memoria.