Visualizzazione post con etichetta I Classici. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta I Classici. Mostra tutti i post

mercoledì 1 luglio 2020

Hai mangiato?



Mio figlio di 13 anni, rientrando da una pizza con gli amichetti, appena mette piede in casa mi guarda e chiede "Mamma, ma tu hai mangiato?"
Ecco, questa frase mi ha fatto sentire amata come non mai.

A parte mia nonna quando ero piccola e mia mamma ancora adesso quando vado a trovarla, non ho mai avuto nessuno che mi chiedesse "Hai mangiato?".
Ho avuto uomini bravi a cucinare, ma spesso per loro vanto oppure per creare un'atmosfera intima per la serata, ma non perché in pensiero per come stavo.

Chiedere a qualcuno se ha mangiato, non è solo legato alla fame, all'atto vero e proprio di sedersi a tavola e masticare del cibo, ma è chiedere come sta, se ha bisogno di qualcosa; è dire "Penso io a te", "Ti nutro d'amore".

Ecco, lasciamo stare la lista delle qualità perfette: io voglio qualcuno che quando mi vede stanca od ombrosa, mi chiede semplicemente "Hai mangiato?" .

Se ad un gesto così caro ci è arrivato un ragazzino di 13 anni, c'è speranza che o capiscano anche gli adulti?


martedì 1 ottobre 2019

L'uomo ideale è sposato e ha 90 anni





Ero in ascensore, in una struttura pubblica. Si aprono le porte e l'anziano signore di fianco a me esce di fretta. Poi torna indietro e mi dice:

"Le chiedo scusa, ero sopra pensiero e non l'ho fatta passare. Sono stato un maleducato. 
Posso offrirle un caffè per scusarmi?"

A parte l'inaspettata galanteria, degna di altri tempi, ad un invito così cortese non si può dire di no.

Ed è così che l'anziano signore, quasi novantenne ma in splendida forma, mi racconta che è sposato da oltre 60 anni, che sua moglie non ha mai lavorato fuori casa e lui la ringrazia ogni giorno per  aver cresciuto tre figli e 4 nipoti e per averlo sempre accolto con il sorriso quando lui tornava a casa.

"Se non ci fosse lei, sarei perso. 
Noi uomini dobbiamo ringraziare per avere voi donne al nostro fianco: come fate a fare così tante cose? 
Come fate ad essere così forti? Senza di voi, siamo persi".

E poi aggiunge:
" Una volta parlare di parità era strano, ma io sono d'accordo. 
Solo che la parità non è usare un linguaggio volgare o lavorare 12 ore al giorno. 
La parità è nel rispetto, nella gentilezza, nel riconoscere quello che si fa ogni giorno, nell'ascoltare le opinioni dell'altro".


Il gentile signore mi ha poi salutata con un baciamano.

Sicuramente oggi noi donne siamo abituate ad un'alta indipendenza e anzi proprio io, in veste di donna lavoratrice mamma single, difendo le mie "conquiste" con forza. Però è vero che ci siamo perse per strada il piacere della galanteria e anzi troppo spesso vedo donne (anche amiche) "con le palle", che fanno carriera, viaggiano, aggiustano la lavatrice, crescono figli da sole... che poi si fanno trattare da schifo da uomini anonimi, sopportano tradimenti, relazioni a metà, attendono ore una chiamata... e non entro nel merito dei casi di violenza.

Allora forse il simpatico signore di novant'anni, non ha tutti i torti. L'uomo ideale non è quello che ti fa fare la vita da single mentre sei in coppia, ma quello che sa che la coppia (e ora faccio una citazione) è un 11: due persone distinte, che potrebbero benissimo avere valore da sole, ma che insieme formano un numero indivisibile.


Nota: la foto è stata scattata alla mostra "Art Nouveau" presso La Reggia Di Venaria.

mercoledì 5 dicembre 2018

Cara Prof, non sai che meraviglia hai per le mani



Queste parole sono per un'insegnante di una Scuola Media di Torino, che non le leggerà mai, purtroppo.
Lei è una "Prof"; potrebbe essere quella preferita, invece è la più odiata.

Dovrebbe insegnare arte e bellezza, dovrebbe incantare i giovani raccontando loro delle meraviglie che ci sono nel mondo, farli sognare descrivendo posti e opere che un giorno dovrebbero aver voglia di vedere dal vivo.
Potrebbe scatenare tutto il potenziale di queste giovani menti fantastiche, che, per quanto se ne dica, non sono solo giochini e cellulari, ma hanno tanta fantasia e sogni; lasciarli liberi di sporcarsi con il colore, appiccicare materiali, modellare creta, uscire dalle righe oppure squadrare ogni forma, se così vogliono.
E ancora, potrebbe spiegare come con la passione e l'impegno, tanti uomini sono diventati degli artisti fantastici, immortali... chissà... magari in aule c'è proprio un talento special.

Invece no. Forse la sua materia è stata disprezzata da  troppi genitori. Oppure ha incontrato ragazzi difficili. E allora ecco la rabbia, i voti che non superano mai il 5, le tavole strappate e fatte rifare all'infinito solo per ripicca.

Cara Prof, ma Lei lo sa che meraviglia ha per le mani?

Spero che domani mattina alzandosi, se lo ricordi nuovamente e le ritorni la voglia di insegnare a tanti giovani ad amare la bellezza.
Anche i più indisciplinati, rimangono incantati davanti a un sogno. Lei può dare loro quel sogno.

Buon lavoro.

giovedì 20 aprile 2017

Murder in Rue Morgue



Era il lontano 1841 quando sulla rivista The Graham's Lady's and Gentleman's Magazine di Filadelfia apparve "The Murder in the Rue Morgue" di Edgar Allan Poe.

Conosciuto anche come "Duplice delitto nella Rue Morgue" e "Gli assassinii della Rue Morgue", il racconto, ambientato in una misteriosa e affascinante Parigi dell'epoca, vede come protagonista l'investigatore Auguste Dupin alle prese con un duplice delitto, dai toni piuttosto violenti.

Inaspettata, ma fondamentale per la risoluzione del caso, la presenza di un orango; non svelo oltre perché suggerisco di cercare il testo e leggerlo.

Decisamente insolita per l'epoca, la storia scritta da Poe ha un fascino rètro ma credo intramontabile.

Diverse le trasposizioni cinematografiche ispirate al racconto.

Piccola curiosità: sembra che il brano Killers degli Iron Maiden sia ispirato proprio a questa storia.

Altra curiosità: Filadelfia è stata la prima città Usa patrimonio Unesco.

giovedì 16 marzo 2017

Dalla barba alla coda? Con la primavera è ora di accendere il fuoco




Finalmente le giornate si sono allungate e finalmente nei week end possiamo godere delle giornate all'aperto... ed ecco che scatta il pensiero: Pasquetta si avvicina... anche quest'anno ci sarà la tradizionale grigliata?

Conosco persone che da sempre, ogni Pasquetta, anche con la pioggia, si trasformano nei re della griglia, in esperti del fuoco e della marinatura, tirano fuori dalla cantina misteriose valigette contenenti forchettoni e coltelli professionali e, anche in caso di tempesta, sfoggiano l'immancabile bandana sulla fronte.

Ma vi siete mai chiesti perché si chiama Barbecue? Per quanto la parola evochi immediatamente l'immagine della famiglia americana, riunita in giardino con amici e parenti a sgranocchiare pannocchie abbrustolite accompagnate da birra gelata, l'origine è francese ("barbe à queue) e vuol dire "barba alla coda" per indicare la tipologia di cottura che prevedeva gli animali, in particolare capre, infilzate dallo spiedo dalla barba alla coda appunto, e messe a cuocere sulla brace.

Sembra che l'usanza appartenesse in particolare ai bucanieri francesi, approdati poi negli Stati Uniti.

Oggi i barbecue hanno un aspetto meno rustico, e anzi vanno molto di moda le grigliate di verdure, di formaggi e, in alcune zone, anche di frutta.

Comunque la gustiate, buon inizio di primavera!

mercoledì 16 marzo 2016

Della serie i classici: Delitto e Castigo




Un'estate torbida e afosa, un giovane studente annoiato.
Il bisogno di denaro che spinge a cercarlo anche nell'illegalità, la mente tormentata, il peso di un segreto e come fine o, per meglio dire, come inizio, l'uccisione di una vecchia usuraia.
Non è un fatto di cronaca della scorsa estate, anche se così potrebbe apparire, ma la storia di Raskol'nikov , ambientata nella Russia di fine '800 dal Fedor Dostoevskij

Le pene descritte, il tormento, il rapporto con gli amici presentano tante similitudini a quelle dei giovani d'oggi; se non fosse per il linguaggio, credo che molti ragazzi ritroverebbero loro stessi. Purtroppo la storia è truce e l'episodio principale, come già detto molto attuale, è un delitto... spaventosamente simile ai fatti di cronaca che popolano i quotidiani odierni.

Anche l'amore, perché nel libro è presente  un amore, è molto simile a tante storie di oggi. Tra tante ragazze lui sceglie Sonja, giovane problematica costretta a prostituirsi.
Ma il loro tormento sarà anche la loro liberazione; l'unione delle loro anime stanche, darà vita al loro futuro.
Il fatto che scappino in Siberia è un dettaglio che fa sorridere!

Per quanto "vintage" è un libro da leggere. Molto attuale.

lunedì 14 marzo 2016

Della serie "I Classici": Cime tempestose



Titolo originale "Whutering Heigts", il romanzo di Emily Bronte risale al 1847. Non immaginatevi però una noiosa storia d'amore nella campagna inglese, perché la passione raccontata nel libro è quanto mai attuale.
Lei, bella e capricciosa, e lui, burbero e affascinante. Ai giorni nostri lei sarebbe una studentessa universitaria di buona famiglia e lui un artista di strada; al posto della verde brughiera, il romanzo sarebbe ambientato in una periferia della grande città... o almeno questa èla mia opinione.

Perché leggere un libro che più che vintage è antiquariato?
Perché le storie d'amore tormentate non passano mai di moda e perché, e lo consiglio soprattutto alle ragazze più giovani, leggere un libro ben scritto fa bene al cuore oltre che all'intelletto.

Ancora meglio se lo leggete in lingua originale.

Nota: la copertina dell'immagine è dell'edizione del 1942.