mercoledì 5 dicembre 2018

Cara Prof, non sai che meraviglia hai per le mani



Queste parole sono per un'insegnante di una Scuola Media di Torino, che non le leggerà mai, purtroppo.
Lei è una "Prof"; potrebbe essere quella preferita, invece è la più odiata.

Dovrebbe insegnare arte e bellezza, dovrebbe incantare i giovani raccontando loro delle meraviglie che ci sono nel mondo, farli sognare descrivendo posti e opere che un giorno dovrebbero aver voglia di vedere dal vivo.
Potrebbe scatenare tutto il potenziale di queste giovani menti fantastiche, che, per quanto se ne dica, non sono solo giochini e cellulari, ma hanno tanta fantasia e sogni; lasciarli liberi di sporcarsi con il colore, appiccicare materiali, modellare creta, uscire dalle righe oppure squadrare ogni forma, se così vogliono.
E ancora, potrebbe spiegare come con la passione e l'impegno, tanti uomini sono diventati degli artisti fantastici, immortali... chissà... magari in aule c'è proprio un talento special.

Invece no. Forse la sua materia è stata disprezzata da  troppi genitori. Oppure ha incontrato ragazzi difficili. E allora ecco la rabbia, i voti che non superano mai il 5, le tavole strappate e fatte rifare all'infinito solo per ripicca.

Cara Prof, ma Lei lo sa che meraviglia ha per le mani?

Spero che domani mattina alzandosi, se lo ricordi nuovamente e le ritorni la voglia di insegnare a tanti giovani ad amare la bellezza.
Anche i più indisciplinati, rimangono incantati davanti a un sogno. Lei può dare loro quel sogno.

Buon lavoro.

martedì 4 dicembre 2018

Candy oh Candy Cane!



I colorati e dolcissimi bastoncini di zucchero, conosciuti come Candy Cane, vengono solitamente collegati alla tradizione natalizia americana.
In realtà la loro origine è europea, tedesca per la precisione.

Sembra che nel 1670 grazie il direttore di orchestra della Cattedrale di Colonia, commissionò dei bastoncini di zucchero bianco da dare ai bambini prima della messa, al fine di rimediare alla confusione che questi facevano durante le funzioni.
Nell'America del Nord, i primi esempi di utilizzo dei bastoncini di zucchero per festeggiare il Natale si ritrovano  nel 1847 quando un emigrato di origini tedesche-svedesi di nome August Imgard appese un bastoncino di zucchero su un albero di Natale. 
Anche se molto diffusi già negli ani '20, la produzione industriale di questi dolcetti zuccherini si avrà solo negli anni '50.

Esiste anche una storia parallela dell'origine dei Candy Cane: pare che durante la metà del diciottesimo secolo, in Inghilterra, essendo proibito esporre pubblicamente qualsiasi simbolo religioso del cattolicesimo, i Cristiani non potevano riconoscersi tra di loro. Fu allora che un pasticciere decise di trovare uno stratagemma per permettere il riconoscimento tra i membri della chiesa. Allora il pasticciere decise di creare un nuovo dolce che ricordasse Gesù: una J rovesciata per indicare Jesus.

Di solito i bastoncini hanno sapore di menta, ma attualmente se ne trovano in commercio di ogni gusto e colore.

domenica 11 novembre 2018

In arrivo la Torino Vintage Week


Apre domani l'attesa settimana dedicata al vintage nel cuore storico di Torino; tanti gli appuntamenti per dare spazio al vintage in tutte le sue forme: moda, design, musica, cinema, bellezza.

Il cuore pulsante sarà il cortile del Maglio, ma durante tutta la settimana saranno protagonisti tanti spazi torinesi; una bella occasione per girare la città assaporando un gusto retrò.

Ad oggi purtroppo non è ancora disponibile l'elenco espositori, ma  è già visibile l'intero programma eventi .

Avendo lavorato nel settore per lungo tempo, attendevo con  ansia un evento vintage in Torino, della durata superiore al solo week end; spero che si riveli una piacevole novità. Un mio grande in bocca al lupo sia ai partecipanti che agli organizzatori!

Torino Vintage Week
12-28 Novembre, Torino
Per info potete consultare il sito oppure la pagina Facebook.


lunedì 5 novembre 2018

LA DIETA DEL PM, ovvero COME DIMAGRIRE IN UN'AGENZIA DI COMUNICAZIONE



Orari stressanti, consegne impellenti, clienti e colleghi che ti fanno domande nemmeno dovessero prepararti al Superquizzone: questo è molto altro è la vita del project manager. Ma ci sono dei vantaggi, uno tra tutti il tenersi in forma.

Vediamo il dettaglio:

ARRABBIARSI
Secondo uno studio dell’università della Pennsylvania, le alterazioni dell’umore derivate da situazioni che provocano rabbia agirebbero direttamente sull'assunzione degli alimenti e delle bevande, limitandone la quantità.

L'aumento inoltre del battito cardiaco, della circolazione sanguigna e della respirazione, simulerebbero poi il lavoro aerobico, bruciando quindi più calorie.

CAMMINATA VELOCE DA UNA SCRIVANIA ALL'ALTRA per verificare lo stato dei lavori:
Se avete piacere, potete munirvi di un contapassi. In ogni caso l'andare a piedi da un collega all'altro, da un piano all'altro, magari anche di corsa se a chiamare è il tanto temuto CAPO, mette in moto tutti i benefici dell'attività fisica.

SI  LAVORA ad OLTRANZA, anche di NOTTE 
E' vero che dormire, soprattutto dormire bene, fa bruciare calorie. MA il lavorare per tante ore  permette di avere il tempo per smaltire qualunque pasto, soprattutto quello a base di carboidrati improvvisati che spesso regna sovrano tra le scelte del fast food in ufficio (pizza pizza pizza con consegna veloce).

RABBRIVIDIRE (e chi fa questo lavoro sa a cosa mi riferisco; per gli altri, lasciate libera la fantasia)
Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Cell Metabolism, i brividi aiuterebbero a bruciare calorie in modo paragonabile allo sport. Rabbrividendo, il grasso bianco che immagazzina calorie si trasformerebbe nel più salutare grasso bruno, che invece le brucia. In particolare, esperimenti condotti in laboratorio hanno mostrato che tremare per 15 minuti fa aumentare i livelli di due ormoni che trasformano il grasso bianco in quello bruno, esattamente come accadrebbe se si svolgesse un moderato esercizio fisico per un’ora.

GIOCARE A TETRIS
Non dovrebbe essere un'attività lavorativa, ma può essere un momento di pausa tra un brivido e l'altro.
Secondo recenti studi, la distrazione visiva provocata da un videogioco come Tetris può ridurre fino al 24% il desiderio di mangiare e bere.

Io continuo ad indagare sugli aspetti wellness del lavoro che faccio; trovare un aspetto positivo e ironico nelle cose fa parte di me.

Nota: foto scattata al Cooking Class Heroes Office Edition. 

giovedì 10 maggio 2018

Single bells - i riti per trovare marito






E' capitato a tutte almeno una volta nella vita.
Parlo di quel momento terribile in cui amici e, ancora peggio, parenti decidono che non devi restare single e iniziano a presentarti conoscenti improponibili; e se non sei una ventenne, le proposte possono essere davvero pessime.
Diciamolo chiaramente: se uno non si è accasato per 40 anni, un motivo c'è.

Cinismo e battute a parte, sono molteplici e antichi i riti presenti in Italia per trovare marito.

Una delle credenze che preferisco è quella secondo la quale la donna che finisce l'ultima goccia della bottiglia di vino, si sposerà entro l'anno.
Ho memoria di certi aperitivi tra amiche, in cui le bottiglie finite sono stata più di una... ma nessuna si è sposata...

Una credenza Lombarda, invece, suggerisce alla ragazza di contare 100 uomini con la barba e poi mettersi davanti allo specchio per vedere riflesso il volto del futuro sposo.
Considerando la moda maschile del momento, trovare 100  uomini con la barba oggi è facilissimo!

In Calabria, invece, chi si vuole sposare non deve sedersi agli angoli del tavolo; vietato invece vestirsi di giallo nelle Marche.

Bellissima tradizione di Bari è il "Rituale di San Nicola": il 6 Dicembre, le ragazze in cerca di marito dovevano compiere tre giri intorno alla colonna della cripta. L'usanza è rimasta fino al 2007, quando la colonna è stata circondata da una grata a causa dei danni che persone poco civili hanno fatto al monumento.

Diffusa in varie regioni, ma principalmente in Sicilia, la "Tredicina di Sant'Antonino": digiuno e preghiera al Santo per tredici giorni.

Dal mio punto di vista credo continuerò a finire le bottiglie con le amiche!


lunedì 7 maggio 2018

Bagna Càuda: irresistibile con qualsiasi temperatura





Con l'arrivo del caldo, non è proprio il piatto in cima alla lista dei desideri, ma il suo profumo la rende irresistibile anche in una domenica di sole.

E proprio imbattendomi con un gruppo di amici in un bel piatto di peperoni conditi con la famosa crema piemontese, è partito il dibattito sul perché la Bagna Càuda sia tipica del Piemonte, nonostante le acciughe non siano un prodotto locale.

Se anche voi avete la stessa curiosità che non vi fa dormire la notte, eccovi la storia.

Sono molte le zone che si contendono la paternità della ricetta, ma l'origine è comune a tutte le storie: la via del sale tra il Piemonte e la Provenza, lungo le Valli del Rodano, a partire dal XII Secolo (o forse anche prima!).

In pochi sanno che il sale, fondamentale per la conservazione degli alimenti già dal Medioevo,  arrivava in Piemonte partendo dalla Provenza e non dalla Liguria, le cui coste  rocciose non consentivano questa produzione.
La leggenda vuole che per nascondere il sale e risparmiare quindi sui dazi doganali, i barili di legno contenenti il sale venissero ricoperti di acciughe pescate nel Golfo del Leone.
Che sia vera o meno la leggenda, lungo le stesse vie del sale si sviluppò anche il commercio delle acciughe, a cura di venditori specializzati (gli Ancioè): da qui la presenza del pesce in terre non di mare.

Un altro ingrediente curioso nella ricetta della Bagna Càuda è l'olio d'oliva.
In Piemonte veniva prodotto olio di noci e nocciole ma anche di olive nelle Valli Belbo e Tiglione; sembra che un gelido inverno all'inizio del '700 causò la morte delle piante, costringendo quindi i piemontesi all'acquisto di olio da altre regioni.
C'è da dire che la ricetta originale della salsa piemontese, prevede anche l'utilizzo di pezzi di burro.
Per molti la Bagna Càuda è la versione rivisitata dell'Anchoiade francese, salsa a crudo dal sapore deciso.
La ricetta originale piemontese, che prevede addirittura una testa di aglio a persona, per molto tempo è stata snobbata dalla nobiltà, che non gradiva l'odore forte  nei palazzi.

Attualmente si trovano tante ricette, anche senza aglio e spesso alleggerite. Ne esiste anche una versione fredda per l'estate.

In ogni caso, se passate per il Piemonte, vi consiglio di provarla nella versione calda e con tante verdure.

mercoledì 4 aprile 2018

Una giornata da re





Con l'arrivo, si spera, della primavera si moltiplicano le occasioni per i tour all'aperto e soprattutto low cost.

Se ancora non ci siete stati, e comunque vale sempre la pena ritornarci, il mio suggerimento è quello di passare una giornata alla "Reggia di Venaria".

Il primo suggerimento low cost consiste nell'utilizzare il bus di linea per arrivarci: soprattutto nei giorni festivi la linea 11 parte da Torino Mirafiori e arriva davanti alla reggia. Il viaggio dura poco meno di un'ora, ma è un buon modo per fare un tour per Torino.

La fermata è proprio all'inizio della via pedonale che porta al palazzo: bar, negozietti, ristorantini vi accompagneranno durante la passeggiata e, se siete fortunati, incontrerete anche artisti di strada internazionali che spesso animano le piazzette.

Con la Tessera Abbonamento Musei, l'ingresso alla Reggia è gratuito (bisogna comunque prendere il biglietto a costo zero).

Come tour interno consiglio di vedere prima le mostre temporanee, se vi interessano, per poi passare ai giardini e concludere con la parte permanente della reggia.

A proposito di giardini, il mio consiglio è di portarvi il pranzo al sacco e fare una sosta sotto uno dei gazebo muniti di tavolino e panche, godendovi oltre al cibo i profumi del roseto e delle erbe aromatiche.
Se avete dei bambini, o se come me siete bambini nonostante l'età non proprio adolescenziale, non perdete il Fantacasino: un piccolo e bellissimo padiglione situato nei giardini, dove potete cimentarvi con antichi giochi in legno e macchine musicali.

Per chiudere la giornata, fermatevi ad ammirare lo spettacolo della fontana all'ingresso della Reggia (potete richiedere gli orari al personale).

Se vi avanza ancora un po' di tempo, uscendo dalla reggia, potete andare a piedi al Parco della Mandria.
Al loro interno troverete anche gli appartamenti reali: attenzione solo agli orari, perché la chiusura è anticipata rispetto alla reggia.